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La sicurezza? Per Pdl e Lega è solo una parola

Mercoledì 22 dicembre 2010-

Dal 1939 la loro presenza importantissima e silenziosa consente agli italiani di dormire fiduciosi sonni tranquilli: sono i Vigili del fuoco, una delle risorse più efficienti al servizio della pubblica sicurezza. Eppure, nonostante le parole profuse dai partiti di centro destra in campagna elettorale, a oggi i comandi milanesi si trovano in difetto di migliaia di operatori rispetto ai parametri della Comunità Europea. “E’ un problema, questo, che non riguarda solo Milano ma anche l’intera provincia e persino la regione- ha detto il consigliere regionale Carlo Borghetti, che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione ad hoc -. Infatti, per quanto la situazione nella metropoli sia ormai critica, con un un operatore ogni 4500 abitanti invece che un operatore ogni mille, tutti i Comuni lombardi, specialmente quelli con maggior concentrazione di ambiti residenziali e industriali, soffrono questa carenza di personale. Una mancanza che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini anche di fronte alle insidie ambientali e geologiche. Cosa fa la Regione per riequilibrare la situazione? Sono stati avanzati atti formali nei confronti del Ministero degli Interni, già peraltro a conoscenza del problema dal 2008? E’ fondamentale, a mio parere, che la Regione si attivi perlomeno nell’arginare le falle maggiori prevedendo interventi economici a sostegno del servizio di prevenzione e continui monitoraggi della disponibilità e l’efficienza dei mezzi”.

ImMovibus

Trecento milioni di euro di ritardo per il trasporto pubblico in Lombardia

Il governo Berlusconi scarica sulle Regioni e sui Comuni la propria incapacità tagliando risorse preziose. La Regione Lombardia, in conseguenza, taglia di 300 milioni di euro il servizio ferroviario re- gionale e il trasporto pubblico. Una decisione inaccettabile, così come inaccettabile è l’aumento delle tariffe (più 20/30%) per i cinquecentomila pendolari lombardi.
È la conferma che la manovra economica del ministro Tremonti le mani in tasca agli italiani le mette e come. E pure ai lombardi, con buona pace della Lega Nord sempre più romana.

Ancora una volta, quindi, si scaricano sui cittadini deficienze gestionali di servizi che sono stati ridotti a carrozzoni buoni solo per assegnare poltro- ne nei Consigli di Amministrazione.

Le conseguenze si preannunciano di- sastrose: Atinom quasi in stato di liquidazione, Movi- bus al tracollo. E proprio la situa- zione di Movibus, l’operatore che ge- stisce diverse linee fondamentali per i pendolari di Cornaredo e San Pietro, risulta molto confusa: come denunciato da Paolo Cova, consigliere provinciale del Partito Democratico, nonostante già da luglio la società avesse segnalato le sue difficoltà finanziarie all’amministrazione provinciale, a tutt’oggi nessun provvedimento è stato preso perché venga assicurata la continuità del servizio. E migliaia di pendolari del nord-ovest Milano escono di casa ogni mattina senza sapere se e come arriveranno al lavoro.

Gravare sulle tasche di quanti si spostano in treno o in autobus per andare al lavoro, viaggiando spesso su mezzi in pessime condizioni, renderà i lavoratori lombardi ancora più poveri e precari. Se a questo si aggiunge la scelta di Milano di far pagare i posteggi a Molino Dorino, i cittadini dovranno pagare, pagare e pagare anche per esercitare un diritto fondamentale come il lavoro. Senza dimenticare gli oneri sulle famiglie per il diritto allo studio dei propri figli.

E mentre le tariffe salgono alle stelle e la qualità dei servizi peggiora a vista d’occhio, l’assessore ai Trasporti di Cornaredo, Renato Laviani, dorme e non informa. Tanto lui viaggia in motorino.

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