Quella gara truccata Per acquistare le quote di Smg

Ecco come l’azienda che aveva tra i soci occulti il sindaco di Arese riuscì a sbaragliare la concorrenza. L’ad di Smg è accusato di turbativa d’asta

Arresto per tangenti

Arresto per tangenti

Arese, 1 ottobre 2011 – Si è sentito «messo in mezzo» e si è sempre definito «parte lesa» insieme alla società che rappresenta: la Smg. Eppure, secondo la Procura di Milano, anche Bartolomeo Zoccoli giocherebbe un ruolo strategico — ma comunque marginale e meno grave — nel sistema di corruzione ormai noto come «la truffa del gas». Zoccoli è amminsitratore delegato di Smg (società municipale del gas) e direttore generale di Gesem, società a capitale pubblico (partecipata dai Comuni di Arese, Lainate, Nerviano e Pogliano) che detiene il 75% di Smg. Vera protagonista e vera vittima — insieme ai cittadini — di una vicenda dai contorni torbidi e dai risvolti, anche politici, ancora imprevedibili.

Agli arresti domiciliari sono finiti coloro che — dalla ricostruzione dei pm Civardi e Scudieri titolari delle indagini — erano nella cabina di regia del meccanismo truffaldino portato alla luce. Cinque persone in tutto: fra le altre, il sindaco di Arese, Gianluigi Fornaro, e il consigliere comunale di Lainate, Mauro Cattaneo, accusati di aver chiesto una mazzetta di 950mila euro ottenuta gonfiando il prezzo del gas fornito dalla società di Imperia Unogas. I magistrati sono convinti che il loro obiettivo fosse utilizzare parte della «stecca» (370mila euro) per acquistare il 25% di Smg attraverso un’altra società, la Sige, di cui sarebbero stati soci occulti. L’operazione in effetti riesce nel settembre 2010.

Ma cosa c’entra Zoccoli in tutto questo? L’amministratore delegato entrerebbe in gioco, sostiene la Procura che lo accusa di turbativa d’asta, proprio in questa fase. Zoccoli avrebbe interferito nella gara per l’acquisto del 25% di Smg, favorendo di fatto Sige, nata nel marzo del 2010. Ecco come. Innanzitutto, sostengono gli inquirenti, fissando dei criteri per partecipare alla gara ritagliati sulle caratteristiche di Sige. Criteri non resi pubblici alle altre concorrenti invitate. Società che, di fatto, avevano ben poche chance di essere scelte. Il 13 settembre 2010, l’assemblea dei soci Gesem (a cui partecipa anche Fornaro in qualità di sindaco di Arese), dopo una relazione del direttore generale Zoccoli, delibera di vendere il 25% delle quote di Smg a Sige.

La vendita si concretizza il 28 settembre. I magistrati hanno raccolto intercettazioni anche sulla gara d’appalto. Ancora una volta, il telefono sotto controllo è quello del professionista Marzio Buscaglia, all’epoca latitante — era il dicembre 2010 — poi arrestato per riciclaggio. Buscaglia era il responsabile commerciale di Sige, incaricato di trovare fornitori. Aveva cercato di estorcere soldi a Fornaro minacciandolo di rivelare quello che sapeva. Informazioni che Buscaglia, di fatto, racconta ampiamente nel corso di numerose e convulse telefonate, in cui parla anche della gara per l’acquisto delle quote Smg: «Tu lo sai che Zoccoli per dare il 25% a Sige ha chiesto a me i nomi di aziende che dovevano partecipare alla gara privata?», dice Buscaglia in una telefonata del 10 dicembre. E ancora, nella stessa conversazione: «La gara dell’acquisto delle quote di Sige l’ho fatta io!». Anche per Zoccoli i Pm avevano chiesto gli arresti domiciliari. Il giudice, nel suo caso, li ha respinti.

di Agnese Pini

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