Truffa del gas, Gianluigi Fornaro non parla “Anche il lainatese Cattaneo nega le accuse”

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Il primo cittadino di Arese, decide di avvalersi della facoltà di non rispondere. Stessa scelta per il rappresentante legale di Sige. 
ARESE - SIDNACO FORNARO

ARESE – SINDACO FORNARO

 Nessuna intenzione di parlare. Almeno per il momento, il sindaco di Arese sceglie la strada del silenzio. Di fronte alle domande del gip di Milano Micaela Curami, Gianluigi Fornaro si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il primo cittadino, agli arresti domiciliari da giovedì mattina, è coinvolto nell’inchiesta «Sottoveste» coordinata dai magistrati milanesi Stefano Civardi e Adriano Scudieri. La Procura indaga su una presunta mazzetta da 950mila euro ottenuta gonfiando il prezzo della fornitura del gas. Il tutto ai danni dei cittadini, che si sarebbero visti aumentare indebitamente la bolletta.

Ieri mattina si sono tenuti gli interrogatori di garanzia per tutte le cinque persone coinvolte nell’inchiesta, ai domiciliari da giovedì dopo il blitz della Guardia di finanza di Milano incaricata di svolgere le indagini. Oltre al sindaco Fornaro — automaticamente sospeso dal suo incarico — sono finite davanti al gip Curami anche il professionista lainatese Enrico Carlo Brambilla e il capogruppo del Pdl di Lainate Mauro Cattaneo, fratello del più famoso Flavio, amministratore delegato di Terna ed ex direttore generale della Rai. Sono accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Brambilla era il legale rappresentante della Sige srl, la società di cui, secondo l’accusa erano soci occulti Fornaro e Cattaneo.
Dalla ricostruzione dei magistrati emerge come i due politici avrebbero gonfiato il prezzo del gas fornito dalla Unogas — da 0,23 euro a 0,27 euro — in cambio di una mazzetta che serviva per acquistare il 25% della Smg, la società municipale del gas. Ai domiciliari sono finiti anche due dirigenti della Unogas, Pier Paolo Costa e Fabio De Martini, entrambi di Imperia. Scena muta alle domande del gip anche per Brambilla. Al contrario, il consigliere Cattaneo ha risposto al giudice negando ogni coinvolgimento nella vicenda. Da quando trapela, il capogruppo del Pdl avrebbe sottolineando come lui «nemmeno facesse parte della maggioranza al governo del comune di Lainate». Inoltre, avrebbe rimarcato la sua «scarsa influenza nel consiglio, tanto da abitare nell’unica strada non ancora asfaltata della cittadina».

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