Bollette del gas gonfiate; Ai domiciliari il consigliere di Lainate Mauro Cattaneo

Solo qualche centesimo in più al metro cubo di gas distribuito ai cittadini. Ma, centesimo su centesimo, i costi erano stati gonfiati per un milione di euro in tre anni. Una maxi truffa conclusa con l’arresto (ai domiciliari) di cinque persone, tra cui il sindaco di Arese Gianluigi Fornaro (Pdl), il consigliere comunale di Lainate Mauro Cattaneo (Pdl) e tre manager di una società ex-municipalizzata del Comune di Arese.
Il blitz dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria è scattato ieri mattina, su ordine del gip Micaela Curami. L’indagine dei pubblici ministeri Stefano Civardi e Adriano Scudieri ha ricostruito un sistema di presunte tangenti versate sulle forniture di gas. I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di corruzione, truffa, turbativa d’asta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Dalle indagini delle Fiamme gialle sarebbe emerso il raggiro ai danni della società ex-municipalizzata nel Comune di Arese, la SiGe srl che sarebbe stata «indotta ad acquistare una fornitura civile e industriale a un prezzo maggiorato, in modo da costituire una provvista corruttiva a beneficio dei due amministratori pubblici e un commercialista, soci di fatto e di diritto della società che aveva fornito il gas nell’ambito dell’operazione». In realtà la SiGe srl di Lainate che opera nella produzione e servizi di gas e metano e ha sede a Lainate (Milano), secondo gli inquirenti risulta riconducibile agli stessi Fornaro e Cattaneo. La Sige intermediava gli acquisti di gas per conto dei Comuni consorziati – Arese, Pogliano Milanese, Nerviano e Lainate – ricaricando costi impropri sulla distribuzione per ottenere fondi extra contabili. Mauro Cattaneo è il fratello di Flavio Cattaneo (del tutto estraneo ai fatti oggetto dell’inchiesta), l’amministratore delegato di Terna Spa, l’azienda principale proprietaria della rete di trasmissione nazionale di energia elettrica ad alta tensione. Il meccanismo prevedeva che la società erogatrice del servizio (la Smg arl di Arese), nel vendere il gas venisse intermediata da una società partecipata dai vari enti locali che ne usufruivano, evidentemente consorziati per un acquisto complessivo. Questa società, la Sige Srl, sarebbe stata composta in parte dai singoli Comuni e in parte da un’altra società in cui figuravano come soci di fatto i due amministratori pubblici arrestati.
Immediata, è scoppiata la polemica politica. «Il coinvolgimento del sindaco in questa inchiesta è incompatibile con il suo ruolo istituzionale e per questo chiediamo le sue dimissioni», attacca il Partito democratico di Arese. Il segretario Paola Pandolfi spiega: «Sulla gestione della società avevamo già presentato diverse interrogazioni in consiglio comunale, sapevamo che qualcosa sarebbe successo ma non immaginavamo che si sarebbe arrivati all’arresto. Con le dimissioni del sindaco si potrebbe iniziare un nuovo corso per il Comune, contraddistinto da una maggiore trasparenza». Nei giorni scorsi ad Arese c’era già stato uno strappo nella maggioranza composta da una coalizione fra Pdl e Lega Nord

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