Libia: Non faremo da stampella al Governo

Bersani: In Libia “il ruolo dell’Italia deve essere alla testa di una evoluzione della questione in senso politico e diplomatico. Il governo ci rende ridicoli al mondo attorno a equilibri che ruotano intorno a Radio Padania”. Smentita la telefonata tra il segretario e il presidente Napolitano
“Non faremo da stampella a soluzioni che significano soltanto lo svilimento del nostro Paese”. Lo ha dichiarato il segretario PD, Pier Luigi Bersani, a Cagliari per sostenere i candidati sindaci impegnati nelle amministrative in Sardegna, riferendosi alla mozione leghista sulla crisi libica. “Il mondo ha sempre capito la posizione dell’Italia e qui, per questioni di cucina interna o addirittura regionale, si sta cancellando la coerenza e la credibilitá italiana”.

“Intervenire sullo stretto quadro Onu -ha detto Bersani – significa uso della forza per fermare i massacri di Gheddafi sulla popolazione civile e immediatamente dare spazio all’iniziativa diplomatica e politica. Questo – prosegue Bersani – deve essere il ruolo dell’Italia che deve essere alla testa di una evoluzione della questione in senso politico e diplomatico”.

“Il governo – ha concluso Bersani – ci rende ridicoli al mondo attorno a equilibri che ruotano intorno a Radio Padania. Noi non ci stiamo. Non vogliamo che l’Italia appaia al mondo come un Paese che sta con un piede in 4 scarpe. Non siamo disponibili ad essere la stampella che svilisce la dignitá del Paese”.
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E’ stato lo stesso Quirinale ha smentire in una nota, la telefonata tra il Presidente Napolitano e il segretario Bersani sull’intervento italiano in Libia emersa in maniera provocatoria su il “Fatto quotidiano”.

“In questi giorni sono stati attribuiti al Presidente della Repubblica in modo del tutto arbitrario interventi relativi alle mozioni sulla Libia di cui è prevista la discussione alla Camera. E’ stata, tra l’altro, pubblicata la notizia – semplicemente inventata – di una telefonata intercorsa in proposito tra il Presidente e il Segretario del Pd. Facendo riferimento alla telefonata che non c’è stata – si legge ancora – il vice direttore de Il Fatto Quotidiano ha imbastito una polemica dai toni provocatori nei confronti del Capo dello Stato al di là delle posizioni da lui assunte nelle sedi appropriate. Il Presidente ha espresso chiaramente già nel Consiglio Supremo di Difesa – organo di rilevanza costituzionale – le sue valutazioni sulla crisi libica, che ha quindi formato oggetto della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

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